Essendo prossimi alla Fase 2 dell’emergenza Covid19 desideriamo ricordavi con la presente quanto è necessario fare per riaprire o continuare a lavorare in sicurezza, seguendo le indicazioni date dal Governo con il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro e le indicazioni contenute nel Comunicato della Regione Veneto n° 574 del 17 Aprile.

Abbiamo pensato di scrivere questa informativa per supportarvi ed aiutarvi in questo momento così impegnativo, per fare sì che ogni attività riparta senza il timore di dover pagare sanzioni derivanti da qualche controllo.

E’ noto che in questo ultimo periodo la Regione Veneto ha messo in campo moltissimi ispettori e che i controlli già fatti sono nettamente superiori alla media calcolata in periodi No-Covid19 (circa 5000 aziende già controllate).

In aggiunta gli ispettori ‘tradizionali’, il ministero dell’Interno inoltre ha diramato una circolare che autorizza i prefetti a effettuare controlli utilizzando la Guardia di Finanza per assicurarne il rispetto delle norme.

Non vi dovete allarmare in quanto in linea di principio i controlli dovrebbero essere fatti secondo uno schema propositivo con l’idea di affiancare l’azienda nella sua messa a norma, ma sapete che a volte l’esito finale del controllo dipende dal singolo ispettore.

Detto questo in allegato alla documentazione troverete il Protocollo condiviso di regolamentazione con evidenziati gli argomenti di maggiore interesse commentati dal nostro responsabile Privacy Nicola Ghinello.

Le implicazioni sul fronte privacy

Di seguito riportiamo brevemente quanto Vi abbiamo già mandato in precedenza sulle implicazioni che le norme da seguire hanno sulla privacy degli interessati.

A. Secondo quanto definito dal protocollo di regolamentazione negli ambienti di lavoro, è possibile rilevare la temperatura corporea a dipendenti, fornitori, manutentori e addetti alla pulizia. La rilevazione in tempo reale della temperatura corporea costituisce un trattamento di dati personali e, pertanto, deve avvenire ai sensi della disciplina privacy vigente (Regolamento Privacy UE 2016/679 – GDPR).

Ai fini di una maggior tutela degli interessati oggetto del rilevamento dei dati personali, si suggerisce ai titolari del trattamento di:

  1. Rilevare la temperatura e non registrare il dato acquisto. È possibile identificare l’interessato e registrare il superamento della soglia di temperatura solo qualora sia necessario a documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso ai locali aziendali.
  2. Fornire l’informativa sul trattamento dei dati personali. Si ricorda che l’informativa può omettere le informazioni di cui l’interessato è già in possesso e può essere fornita anche oralmente. Quanto ai contenuti dell’informativa, con riferimento alla finalità del trattamento potrà essere indicata la prevenzione dal contagio da COVID-19 e con riferimento alla base giuridica può essere indicata l’implementazione dei protocolli di sicurezza anti-contagio ai sensi dell’art. art. 1, n. 7, lett. d) del DPCM 11 marzo 2020. Con riferimento alla durata dell’eventuale conservazione dei dati si può far riferimento al termine dello stato d’emergenza.
  3. Definire le misure di sicurezza e organizzative adeguate a proteggere i dati personali. In particolare, sotto il profilo organizzativo, occorre individuare i soggetti preposti al trattamento e fornire loro le istruzioni necessarie. A tal fine, si ricorda che i dati possono essere trattati esclusivamente per finalità di prevenzione dal contagio da COVID-19 e non devono essere diffusi o comunicati a terzi al di fuori delle specifiche previsioni normative (es. in caso di richiesta da parte dell’Autorità sanitaria per la ricostruzione della filiera degli eventuali “contatti stretti di un lavoratore risultato positivo al COVID-19”).
  4. È necessario assicurare modalità tali da garantire la riservatezza e la dignità del lavoratore in caso di isolamento momentaneo dovuto al superamento della soglia di temperatura. Tali garanzie devono essere assicurate anche nel caso in cui il lavoratore comunichi all’ufficio responsabile del personale di aver avuto, al di fuori del contesto aziendale, contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 e nel caso di allontanamento del lavoratore che durante l’attività lavorativa sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria e dei suoi colleghi.

B. Qualora si richieda il rilascio di una dichiarazione attestante la non provenienza dalle zone a rischio epidemiologico e l’assenza di contatti, negli ultimi 14 giorni, con soggetti risultati positivi al COVID-19, si ricorda di prestare attenzione alla disciplina sul trattamento dei dati personali, poiché l’acquisizione della dichiarazione costituisce un trattamento dati.

  1. A tal fine, fornita idonea informativa, si suggerisce di raccogliere solo i dati necessari, adeguati e pertinenti rispetto alla prevenzione del contagio da COVID-19. Ad esempio, se si richiede una dichiarazione sui contatti con persone risultate positive al COVID-19, occorre astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alla persona risultata positiva. Oppure, se si richiede una dichiarazione sulla provenienza da zone a rischio epidemiologico, è necessario astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alle specificità dei luoghi.

Per finire rendiamo noto che la Regione Veneto attraverso il Progetto “FASE 2 – Riapertura delle Attività Produttive” intende supportare le aziende in questa FASE 2 e definire le procedure utili per garantire il più possibile alle aziende di lavorare in sicurezza attraverso la stesura di un “Manuale della riapertura”.

Questo Progetto è in fase di evoluzione, ma emergono alcune indicazioni importanti, quali ad esempio la nomina da parte dell’azienda di un COVID MANAGER che vi affianchi nelle fasi legate alla ripartenza.

Altre indicazioni sono la definizione di un Piano aziendale dei “rischi Covid”, la definizione e applicazione rigorosa di dieci indicazioni operative da attuare in azienda che vi ricordiamo di seguito:

  1. Igienizzazione e sanificazione degli ambienti di lavoro
  2. Informazione e formazione di tutto il personale
  3. Incentivazione di smart working e limitazione delle occasioni di contatto
  4. Rilevazione della temperatura corporea di lavoratori, fornitori, visitatori
  5. Obbligo di utilizzo di guanti e dispositivi di protezione delle vie respiratorie
  6. Mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro (criterio di distanza “droplet”) sia nelle postazioni di lavoro che negli ambienti comuni
  7. Rigorosa igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie
  8. Uso razionale dei test diagnostici.
  9. Tutela dei lavoratori più vulnerabili
  10. Gestione degli eventuali casi di positività

Sarà nostra cura aggiornarvi costantemente rispetto alle novità e sviluppi relative alle procedure da adottare in azienda in questa fase di ripartenza.

22/04/2020

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